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Con l’ormai nota sigla “231” si indica il decreto legislativo n. 231 (appunto), che nel 2001 ha introdotto anche in Italia un modello organizzativo e la responsabilità amministrativa degli “Enti“.
Traduco con il supporto del collega Fabrizio Sardella, evitando per necessità di sintesi e rispetto del tempo di lettura, più facili definizioni accademiche, che peraltro la materia richiederebbe.

Con l’entrata in vigore della 231, per la prima volta ed in modo del tutto rivoluzionario oggi anche gli Enti possono essere ritenuti responsabili qualora commettano un reato.
I reati sono quelli specifici e previsti dalla 231 (c.d. reati presupposto), e devono essere commessi nell’interesse o vantaggio dell’Ente, e da esponenti dei vertici aziendali o da soggetti sottoposti alla loro direzione e vigilanza (le c.d. figure apicali, come di seguito ri-incontreremo).
Quindi se uno dei reati presupposto viene compiuto nell’interesse o vantaggio dell’Ente da un soggetto apicale, l’Ente ne risponde subendo sanzioni gravissime che vanno dalla “pena pecuniaria” all’interdizione e al sequestro, fino alla confisca.

Si tratta di una responsabilità diretta, autonoma e concorrente rispetto a quella della persona fisica che ha commesso il reato.

La 231 ha cambiato gli scenari giudiziali per le società 

Come anticipato è bene ricordare che prima della 231 le Società non potevano delinquere: di un fatto compiuto in ambito societario (si pensi anche al falso in bilancio), era sempre e solo ritenuto responsabile l’amministratore. Ora (dal 2001), anche la Società è chiamata a processo.

Esempio (tra i fatti più ricorrenti ed immediati).
Infortunio sul lavoro: il datore ne è personalmente coinvolto (ex D.Lvo 81/08), ma se nel corso dell’indagine emerge che il fatto si è compiuto perché il modello organizzativo 231 è inefficace e inefficiente, piuttosto che assente, e l’Ente ne trae un beneficio (pensiamo al risparmio economico dai costi dei presidi di sicurezza, piuttosto che sui cicli produttivi per non rispettare certe procedure), ebbene in quel caso alla sbarra sarà chiamata anche la Società.

La responsabilità, anche se definita amministrativa, per il tipo di sanzione inflitta all’ente, è penale a tutti gli effetti, infatti è rimesso al giudice penale l’accertamento del reato e sono estese all’ente le garanzie proprie del processo penale.
Se si coglie e condivide questo rischio potenziale, e l’importanza di quanto sotteso alla definizione, vale la pena andare oltre.

modello organizzativo 231, che cos'è

A chi si applica la 231, cosa implica e come si attua in azienda

Abbiamo detto agli Enti, intendendo con ciò:

  • Società di capitali,
  • Società di persone,
  • Associazioni riconosciute,
  • Fondazioni,
  • Enti pubblici

Per attuare in azienda la 231 si deve redigere un Modello Organizzativo (MOG). All’invasione di campo dell’attività d’impresa da parte di capaci professionisti esterni specificatamente incaricati, consegue l’irrinunciabile vantaggio di identificare zone d’ombra o di rischio della propria organizzazione del lavoro (gap analysis), circoscrivere il rischio di reato e gestirlo, al fine di ridurre la possibilità che il relativo evento si verifichi o che almeno non ne risponda la Società.
E così mediante l’adozione di:

  • specifici protocolli, diretti a programmare la formazione e l’attuazione delle decisioni dell’ente in relazione ai reati da prevenire;
  • modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati
  • obbligo di informazione nei confronti dell’organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli;
  • individuazione delle attività più a rischio;
  • adozione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello;
  • messa in campo dell’organismo di vigilanza (ODV)

I soggetti, i reati e i costi relativi al modello organizzativo 231

I soggetti direttamente coinvolti sono quelli di cui all’art. 5, vale a dire tutti coloro che nell’Ente rivestono una posizione apicale:

  • il legale rappresentante,
  • l’amministratore (unico o delegato),
  • il direttore generale,
  • l’amministratore di fatto,
  • e quei soggetti sottoposti alla loro direzione e vigilanza.
reati connessi al modello organizzativo 231
Immagine Wikimedia Commons

I reati connessi alla 231

L’elenco dei reati presupposto della responsabilità dell’ente è piuttosto esteso. Ci limitiamo ad un richiamo per macro aree.

  • Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione
  • Delitti informatici e trattamento illecito dei dati
  • Reati societari
  • Reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro
  • Reati di falso nummario. Contraffazione ed alterazione di marchi e brevetti e l’alterazione di segni distintivi contraffatti nello stato. Delitti contro l’industria e il commercio
  • Reati con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi speciali
  • Delitti contro la personalità individuale
  • Reati di abuso di mercato
  • Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio
  • Violazioni del diritto d’autore
  • Reati transnazionali
  • Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili
  • Delitti di criminalità organizzata
  • Reati ambientali
  • Impiego di cittadini terzi il cui soggiorno è irregolare

A cui si sono più recentemente aggiunti:

  • Corruzione ed istigazione alla corruzione tra privati
  • Razzismo e xenofobia

I costi dell’attuazione della 231 in azienda

Inevitabile che ogni intervento in punto di organizzazione o ristrutturazione comporti costi e impegni di risorse (ora peraltro assai allineati e armonizzati alla dimensione dell’Impresa e del relativo MOG).
Piuttosto è interessante ragionare su quali costi evita la Società adottando il Modello 231.
I costi per l’attuazione della 231 non sono sicuramente maggiori rispetto alle sanzioni pecuniarie in cui potrebbe incorrere l’ente, da cumulare con spese processuali e legali inerenti l’apertura di un procedimento penale e alle sanzioni di natura simbolica come la pubblicazione della sentenza di condanna.
Ma il costo iniziale, sarà compensato dal valore aggiunto che può dare ad un azienda l’adozione del modello 231.

I vantaggi del modello organizzativo 231

Un buon MOG, efficiente, efficace e aggiornato, quindi vivo e ben attuato e applicato nella realtà aziendale a cui appartiene, può certamente influire in senso positivo su tutta l’organizzazione del lavoro.
Soprattutto – che poi è lo scopo – preserva l’Ente e i suoi vertici da sanzioni penali, che incidono indubbiamente sulla continuità aziendale. All’adozione del modello 231 è attribuito un valore esimente che consiste nell’esclusione del rischio per l’impresa di essere sanzionata nel caso in cui sia posto in essere, da uno dei soggetti di cui all’art. 5, un reato tra quelli previsti dal d.lgs. 231/2001.
L’Ente, a differenza della persona fisica che ha commesso il reato, andrà esente da responsabilità se dimostra:

  • di aver preventivamente adottato ed efficacemente attuato un modello di organizzazione e gestione idoneo a prevenire il compimento di reati della specie di quello verificatosi.
  • di essersi dotato di un organismo di vigilanza con autonomi poteri di iniziativa e di controllo, che vigili sull’osservanza e il buon funzionamento del modello e che provveda costantemente al suo aggiornamento.
    L’adozione del modello 231 deve essere considerata un investimento, che consentirà all’azienda di apparire agli occhi dei clienti, fornitori nonché enti pubblici, affidabile. Un’azienda, insomma, a cui dare fiducia.
    Tanto è vero che il MOG consente di ottenere il Rating di Legalità: l’adozione del modello 231 comporta un aumento della valutazione e della considerazione anche sociale ed etica (reputation), a cui la legge ricollega vantaggi in sede di concessione di finanziamenti pubblici e agevolazioni per l’accesso al credito bancario.

Perchè quindi adottare il modello organizzativo 231 in azienda

Ho lasciato in ultimo questo aspetto, non perché di minor importanza, ma perché a questo punto penso che la risposta sia evidente.

  • Migliore organizzazione.
  • Controllo del rischio.
  • Controllo e implementazione delle risorse.
  • Presidio di sicurezza e legalità.
  • Rating di legalità.

Forse non si incide immediatamente sull’efficienza, ma ciò che si perde all’inizio poi si recupera sull’organizzazione e direi sulla sua assoluzione.

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