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Sono notevoli le recenti modifiche apportate al nostro ordinamento penale in materia di delitti contro l’ambiente. Scopriamole insieme.

La Legge n. 68/2015, in vigore dal 29 maggio 2015, introduce nel Codice Penale il titolo VI-bis, rubricato “Dei delitti contro l’ambiente”. Ecco le nuove fattispecie di reato ivi previste:

  • inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p.): punisce con la pena della reclusione da due a sei anni e con la multa da €. 10.000 ad €. 100.000 chiunque abusivamente cagioni una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo, di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna;
  • morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale (art. 452-ter): punisce l’ipotesi speciale di lesioni colpose e di omicidio colposo quale conseguenza della condotta di inquinamento ambientale;
  • disastro ambientale (art. 452-quater): al di fuori dei casi previsti dall’art. 434 c.p. (c.d. disastro innominato), la norma punisce con la pena della reclusione da cinque a quindici anni chiunque abusivamente cagioni un disastro ambientale, consistente in un’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema, in un’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali, nonché in un’offesa alla pubblica incolumità in ragione della rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione o dei suoi effetti lesivi ovvero per il numero delle persone offese o esposte a pericolo;
  • delitti colposi contro l’ambiente (art. 452-quinquies): punisce con pene diminuite da un terzo a due terzi i delitti di inquinamento e di disastro ambientale che siano commessi per colpa;
  • traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività (art. 452-sexies): salvo che il fatto costituisca più grave reato, la legge punisce con la pena della reclusione da due a sei anni e con la multa da €. 10.000 ad €. 50.000 chiunque abusivamente ceda, acquisti, riceva, trasporti, importi, esporti, procuri ad altri, detenga, traferisca, abbandoni o si disfi illegittimamente di materiale ad alta radioattività;
  • impedimento del controllo (art. 452-septies): salvo che il fatto costituisca più grave reato, la nuova norma punisce con la pena della reclusione da sei mesi a tre anni chiunque, negando l’accesso, impedisca, intralci o eluda l’attività di vigilanza e controllo ambientali e di sicurezza e igiene del lavoro, ovvero ne comprometta gli esiti.

Ecoreati 1I reati di inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività sono stati inseriti, di conseguenza, tra i reati-presupposto che determinano il sorgere di una responsabilità a capo degli enti ex D. Lgs. 231/01.

Sotto questo profilo, come già sottolineato nel nostro precedente articolo “Falso in bilancio: delitto, non più contravvenzione”, le aziende dovranno necessariamente provvedere ad implementare e attuare il proprio modello di organizzazione, gestione e controllo, al fine di rendere – in un’ottica preventiva – il sistema 231 sempre più efficace.

 

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